Miele, chiacchiere o fatti?

Questa è la sezione dedicata al Miele in tutte le sue forme e al meraviglioso mondo delle api, risponde ai vostri quesiti DARIO POZZOLO, uno tra i più grandi esperti di Miele del mondo. Approfittatene!

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Miele, chiacchiere o fatti?

Messaggioda adminforum » 11/11/2014, 8:37

Passeggiando in una fiera ho ascoltato con attenzione le spiegazioni che un venditore di miele dava ad un potenziale acquirente.
Descriveva con esattezza i fiori da cui il miele veniva "tratto" dalle sue api.
Ho ceduto all'assaggio e ho potuto gustare un miele che anche al mio palato non evocava affatto le percezioni che avrebbe dovuto, mi sono chiesto: "anche per il miele ci sono troppe chiacchiere e pochi fatti?", perchè il venditore cercava di spacciare il suo prodotto per quello che non era?
Ci vorrebbe un pochino più di onestà in alcuni ambiti e per alcuni soggetti... morale? Il suo miele è rimasto li e io non l'ho comprato, spero nemmeno il cliente che stava infinocchiando il tipo....
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Re: Miele, chiacchiere o fatti?

Messaggioda GiorgiaCucina » 11/11/2014, 8:47

Buongiorno Chef, c'è da dire una cosa in merito, sicuramente non tutti hanno il tuo palato e sanno distinguere le cose buone da quelle diciamo "meno buone", molto spesso pur di vendere a tutti i costi, certe persone, che io definisco disoneste, farebbero carte false.
Purtroppo hanno la "fortuna", se possiamo definirla così, di trovare chi compra i loro prodotti anche se scadenti. :-D :-D :-D


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Re: Miele, chiacchiere o fatti?

Messaggioda maripisanugreenwood » 11/11/2014, 14:11

Caro Chef,
come avrai intuito, ho cominciato a mangiare il miele ancora prima di imparare a leggere!

Ma fino al 2006, quando ho conosciuto il mio "pusher" di fiducia, non mi ci sono mai approcciata con attenzione. Compravo quello che passava il convento, vale a dire quello che sceglieva mia mamma.

Quando ero piccola avevo uno zio in paese, nel Logudoro... purtroppo mancò prematuramente per salvare le sue arnie da un brutto incendio doloso... l'unico ricordo che ho è il suo Millefiori nei favi ancora bollenti, le mie mani grondanti e il muso imbrattato.

Un assaggio dal favo, una scheggia di pecorino dolce, un pezzetto di pane poddine (la tradizionale spianata, simile alla piada)...

Per me era quello il mondo del miele. Niente chiacchiere. Io, mio zio, le sue arnie e il cane Dick, che non riuscì purtroppo a salvarlo dalle fiamme.

Fino al Natale del 2006 non sapevo che il Miele era un universo intero da scoprire.
Un giorno, mentre passeggiavo per le bancarelle natalizie, i miei occhi si posarono su un barattolo di miele così chiaro e cristallino, con una piccola simpatica ape disegnata sull'etichetta (che vi posto qui in allegato... eh si.... questa foto ha 8 anni! yum ), che decisi di fermarmi.
Un ragazzo di nome Andrea mi chiese se volevo assaggiarlo. OVVIO CHE SI! :-D

Mi disse: "Questo è miele di sulla".

Sulla? E che è?

Lo assaggiai una volta. Poi due.
Lui mi offrì un bicchiere d'acqua e poi un pezzetto di pane. Un altro sorso.
Poi lo assaggiai di nuovo. Dolce. Delicatamente intenso. E ne comprai un barattolo.

Avrei potuto scegliere anche altro: Cardo, Millefiori, Eucaliptus, Agrumi, Trifoglio, Asfodelo, Sapa... ma la mia testa disse che, grazie a quel ragazzo, era arrivato il momento di ricominciare da capo.
E il mio rapporto con il miele non sarebbe più stato lo stesso.

Ci ho messo otto anni per arrivare dove sono ora. Vale a dire che, in tutta umiltà, posso cominciare a comprendere che, in base alle mie condizioni psicofisiche e al contesto circostante (climatico e non), riesco a percepire nel miele un tesoro di caratteristiche organolettiche capace di risvegliare i miei sensi sempre da angolazioni differenti.

Ogni miele ha una sua ragione di esistere. Ed è bello scoprire ogni volta quale questa sia. :)


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Ultima modifica di maripisanugreenwood il 11/11/2014, 14:28, modificato 4 volte in totale.


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Re: Miele, chiacchiere o fatti?

Messaggioda Pozzy » 11/11/2014, 14:19

Caro Chef hai pienamente ragione!!! Questi incontri non si hanno solo nelle fiere, forse di paese, ma anche in fiere specifiche del settore. Io personalmente penso che i problemi siano due, strettamente legati tra di loro. Da una parte molti produttori-venditori non si preoccupano di sapere se in effetti l'etichetta sul vasetto indica esattamente il tipo di miele, dall'altra il cliente finale tante volte semplicemente...non conosce il prodotto indicato dall'etichetta stessa per cui si fida delle parole. Per quanto riguarda i produttori penso che pochi siano quelli che volontariamente vendano un prodotto per un altro. Tuttavia mi è capitato di trovarne senza pudore, che insistono nelle loro spiegazioni anche se messi un pò alle strette. Molti sono forse più commercianti che apicoltori. Ma questi possono continuare a fare in questo modo perchè il cliente finale è in genere impreparato. Non voglio colpevolizzarlo, per carità, ma è così. In effetti il miele, come ho già scritto altre volte, è da sempre un prodotto legato ai mesi freddi, per cui "per i mal di gola". Di conseguenza si vendeva tranquillamente e non si dovevano dare spiegazioni sul prodotto. Il compito degli iscritti all'Albo nazionale Assaggiatori mieli è anche quello di "istruire" sia l'una che l'altra parte a riconoscere il prodotto. Ne consegue che nei corsi che vengono tenuti, molti degli iscritti non sono apicoltori.
GiorgiaCucina mi permetto di dire, che il problema non è di riconoscere le cose buone da quelle meno buone, ma di riconoscere, attraverso dei parametri olfatto.gustativi se etichetta sul vaso ed miele all'interno coincidono.Con questo non voglio sminuire il palato dello Chef, anche perchè mi concellerebbe immediatamente dal mondo virtuale :-D :-D . Scherzi a parte chiunque può allenare il palato a riconoscere i gusti ed il naso gli odori, in qualsiasi campo, importante è essere seguiti da persone qualificate.
Due curiosità che vi possono servire, ma non in maniera ASSOLUTA: se vi proporranno del miele di rododendro al naso non dovrete sentire odori(neutro) ed in bocca saprà di caramellina di zucchero (ginevrina). Se vi proporranno del miele di eucalipto al naso sentirete odore di funghi secchi, di dado da brodo ed in bocca un gusto tipo caramella mou. Bene... ora spero di non aver scatenato una "caccia alle streghe" :-D :-D


Dario Pozzolo, apicoltore. Iscritto all'Albo Nazionale Assaggiatori Miele e Docente abilitato dall'Albo. Giudice e capo panel nei concorsi nazionali e internazionali dei mieli.
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Re: Miele, chiacchiere o fatti?

Messaggioda Maeve68 » 11/11/2014, 15:09

Quanto è vero, aggiungo io! E quanto è difficile far capire a chi non conosce i mieli che, per esempio, il miele di eucalipto NON SA XD di caramella balsamica!!
Il ruolo degli esperti in analisi sensoriale è proprio questo, educare ed indirizzare alla corretta conoscenza delle caratteristiche del prodotto, sfatando miti e convinzioni errate e divulgando anche un linguaggio unificato relativamente al gusto.
Avete mai sentito parlare della ruota degli odori e degli aromi del miele?
Eccola!
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Re: Miele, chiacchiere o fatti?

Messaggioda Solarus76 » 11/11/2014, 15:21

Credo sia molto corretto spingere per un'educazione in tal senso, ma mi chiedo quante persone (io per primo) abbiano palato e olfatto così affinati da distinguere tutti questi tipi di aromi. (Lo stesso discorso vale per i vini e le birre, oltre che per il miele)
Da ciò mi chiedo: sarebbe veramente utile o solo accademia?


"...de fronte a ‘sto campa' d’inedia,
mejo morì co’ la forchetta in mano!"
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Re: Miele, chiacchiere o fatti?

Messaggioda adminforum » 11/11/2014, 19:58

Perdonami Solarus,
il fatto di non avere un palato allenato ( e un olfatto) non lo si possa allenare, sei d'accordo?
Quando tengo i corsi di analisi gusto olfattiva e di abbinamento mi piace portare un esempio, ovvero, chiedo alle persone se conoscono l'odore dei soldi che hanno nel portafogli.
Chiedo loro di descriverlo con parole semplici.... bene ne nasce sempre una descrizione molto dettagliata anche se normalmente le persone non annusano le loro banconote.
La morale di questo esercizio è una sola: far comprendere che il denaro ha un odore ben definito e nonostante sia un odore cattivo deve essere considerato buono poichè è con il denaro che si possono acquistare tutte le cose ( quasi) e che se noi ricordiamo bene il suo odore ci alleniamo a usarlo nel modo giusto dandogli un valore globale.... quando acquistiamo cibo o altro dobbiamo farlo con consapevolezza e mai con superficialità. A rimetterci siamo solo noi perchè nonostante i nostri soldi puzzino sono sempre utili ad un pagamento più che profumato :-D
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Re: Miele, chiacchiere o fatti?

Messaggioda dani » 11/11/2014, 20:12

che argomento interessante quello delle percezioni sensoriali! sono tendenzialmente astemia (chiedo venia admin!) ma ho fatto un corso di avvicinamento al vino che mi ha aperto la mente in tal senso... spero di approfondire altrettanto con il miele!



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Re: Miele, chiacchiere o fatti?

Messaggioda Pozzy » 11/11/2014, 22:03

Le percezioni sensoriali nascono insieme a noi. Nel corso degli anni si sviluppano e crescono insieme a noi. Ogni giorno noi utilizziamo, in condizioni normali, vista, udito e tatto in maniera continua. Inconsciamente questi tre sensi si specializzano sempre più.Così non succede per olfatto e gusto. E dire che il senso più importante è sempre stato l'olfatto. Pensate alle prede che avvertono con il naso la presenza del predatore ancora prima di vederlo. Purtroppo naso e bocca sono "rimasti un poco indietro", ma hanno le potenzialità per migliorare. Tutti possono affinare naso e bocca . E' solo questione di esercizio. Come dico durante i corsi, a forza di annusare ed assaggiare noi riempiamo di informazioni dei cassettini mentali che all'inizio sono vuoti. Più cassettini riempiremo con l'esperienza, più notizie avremo a disposizione. Per cui sarà facile riconoscere odori e sapori.
Per dovere di cronaca devo ammettere che la prima volta che mi sono avvicinato all'analisi sensoriale, mi dava quasi noia non percepire odori che per altri erano facili da sentire, sembrava quasi mi prendessero in giro!! pissed_of


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Re: Miele, chiacchiere o fatti?

Messaggioda dani » 12/11/2014, 9:15

mi è successo lo stesso con il vino, ma a fine corso già andava meglio! comunque mi capita spesso di sentire degli odori di piatti che non mangio anche da tempo ma subito mi si associa il ricordo del sapore, per questo credo bisogna assaggiare tutto per formarsi poi il proprio gusto



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