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Giovedì 02 Agosto 2012 14:16
Il Forno di AliceIl Forno di Alice di Marina Bortone “Il Forno di Alice” è il nome di una delle panetterie (da noi si chiamano prestini, da cui il termine prestinaio) della zona dove ormai abito da diversi anni. Vivo nella verde Brianza a Inverigo che viene definita, modestamente, “il balcone della Brianza”. Inverigo è rinomata, soprattutto ai milanesi, per essere il paese dove c’era la Cremeria, una gelateria molto famosa... e per essere stata meta di villeggiatura... ora è famosa perché ci abito io!Da queste parti siamo quattro anime per chilometro quadrato, ma riusciamo ad avere cinque frazioni diverse, ognuna fornita di parrocchia personale, di scuole personali, di edicola personale e...di panetteria personale! Non è quella dei sablés, questa è nuova, l’ho scoperta per caso un giorno passandoci davanti; l’insegna nuova di zecca non poteva passare inosservata. Entro, e noto sul bancone una serie di pani non consueti, pane con farine speciali, pane con lievito naturale, oltretutto il modo di pubblicizzarli l’ho trovato particolare. Esordisco complimentandomi con la signora al bancone e, una frase tira l’altra, abbiamo cominciato a parlare di pane e come mai loro avessero deciso di aprire una nuova panetteria proprio qui, a Inverigo! La signora Luisella mi spiega che, per seguire il sogno del marito, stava imparando un nuovo mestiere, aveva fatto tutt’altro nella sua vita. Pietro aveva lavorato per anni come panettiere, ma come dipendente; pochi anni fa aveva deciso di fare un coraggioso salto di qualità e di rilevare un vecchio forno dismesso per realizzare il suo sogno: una panetteria tutta sua con anche una piccola parte dedicata alla piccola pasticceria. Successivamente riesco a incontrare anche Pietro, gli spiego che panifico a livello amatoriale e che mi sarebbe piaciuto saperne un po’ di più... quel giorno c’era anche mio marito, senza farselo ripetere due volte ci ha fatto visitare il laboratorio con forno in refrattario a recupero di calore, una speciale piastra per formare i panini, una impastatrice enorme che potrebbe ricordare una planetaria per Ciclopi... beh, che dire, molto interessante. Lui ci dice che non è molto, ma è già un buon inizio. Ma quello che mi ha colpita di loro è l’entusiasmo messo in ogni cosa, nonostante la fatica si noti sui loro volti, sia quella fisica, sia quella “imprenditoriale”, ossia avviare un’attività commerciale in un paese molto piccolo come questo, dove il dolce è solo “la crostata di albicocche”, il pane è solo la michetta o la biova... e a volte l’entusiasmo fa miracoli! Sempre più persone, infatti, stanno provando e apprezzando i diversi tipi di pane, fatti con farro (monococco e spelto), kamut e ora anche utilizzando la pasta madre. Normalmente il pane lo faccio da me, ma da quando li ho scoperti, se ho bisogno del pane compro solo il loro!
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Storie di vita
Giovedì 17 Maggio 2012 17:31
Cucinare con il pane – Mini cake dolci di paneCucinare con il pane – Mini cake dolci di pane di Marina Bortone Diamo un tocco “internazionale” almeno nel titolo, alla ricetta, ma sì... ogni tanto ci vuole. La ricetta, però, è 100% della nostra tradizione povera e di cucina di recupero: la torta di pane. La torta di pane, o torta paesana, è una ricetta tipica della Brianza; fondamentalmente si prepara con pane raffermo ammorbidito nel latte a cui si aggiungono altri ingredienti, che possono essere frutta secca, uvette e può essere aromatizzata con cacao, biscotti o amaretti tritati. Non esiste un’unica ricetta codificata, in quanto gli ingredienti (a esclusione del pane raffermo e del latte) venivano aggiunti in base alla disponibilità del momento. Nella mia famiglia d’origine questa torta non è mai stata preparata, anche se la conosco, si può dire, da sempre. Mio marito, invece, l’ha assaggiata molte volte da ragazzino, in casa sua veniva preparata spesso in due “versioni”: la torta di pane bianca e quella con aggiunta di cacao. Lui le aveva persino soprannominate, come ogni buon ragazzino. Un soprannome per quella bianca e un altro per quella al cacao; ma non dirò quali... si sa, i ragazzini, alle volte, sono un po’ birichini. Io ho voluto a mia volta personalizzarla, facendone delle mono-porzioni e sostituendo i pinoli con granella di nocciole, inserendo anche dei frutti di bosco disidratati... così, per variare un po’! Ingredienti per 6 mini cake: 200 g di pane raffermo50 g di amaretti sbriciolati 30 g di cacao amaro 100 g di zucchero semolato 500 ml di latte 100 g di uvetta 50 g di granella di nocciole 50 g di frutti di bosco disidratati 1 cucchiaio di fiocchi d’avena 1 uovo intero 3 cucchiai d’olio di riso cannella in polvere 3 o 4 chiodi di garofano noce moscata sale Mettete il pane raffermo, ridotto a piccoli pezzi, in ammollo nel latte insieme al cucchiaio di fiocchi d’avena. Mettete in ammollo anche l’uvetta in poca acqua. Trascorso il tempo necessario per ammorbidire il pane e i fiocchi d’avena aggiungete lo zucchero, le spezie, il pizzico di sale e l’uvetta strizzata. Mescolate brevemente e aggiungete l’olio e l’uovo. Date ancora una mescolata per far amalgamare bene il composto. Lasciate riposare il composto per un paio d’ore. Versate il composto in 6 stampini mono-porzione, imburrati e infarinati, e infornate a 190 – 200°C per 50 minuti circa. Servite freddi o tiepidi.
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L'Angolo del Pasticcione
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