Le principali frodi dei prodotti della pesca (1998)
Autori: Renato Malandra e Pietro Renon
Editore: VLU – Libreria Universitaria Multimediale - Milano
di Marina Bortone
Alcuni anni fa ho avuto la fortuna di collaborare con una piccola casa editrice universitaria, la VLU, che mi ha dato l’opportunità di curare l’impaginazione di alcuni libri molto interessanti e di venire a contatto con molti argomenti che, altrimenti, non avrei mai potuto conoscere.
La ricordo come una bella esperienza nel suo complesso, a volte un po’ faticosa (dover reimpaginare quasi da capo interi capitoli...) ma ho accumulato nuovi insegnamenti e nuovo sapere, il che non guasta mai.
Di queste collaborazioni mi sono rimaste le copie di lavorazione di alcune pubblicazioni, una delle quali è il libro di cui parlo in questo articolo.
Penso che all’interno di un sito che si occupa di cucina, che tratta quotidianamente di ricette, ingredienti, non si poteva non porre all’attenzione un argomento come questo.
Gli autori sono il Dr Renato Malandra, docente di Veterinaria, Direttore Sanitario del Mercato Ittico all’Ingrosso di Milano e Dirigente ASL di Milano e il Prof Pietro Renon, Associato in Ispezione degli Alimenti di Origine Animale, anch’egli docente di Veterinaria.
Gli autori esaminano con estrema attenzione i possibili tipi di frode su tutti i prodotti di origine ittica, evidenziando caso per caso, la specie originale e quella per realizzare la frode.
I tipi di frode principali consistono nello spacciare una specie di qualità inferiore per una di qualità superiore, ad esempio il pagro o il sarago spacciati per dentice, di spacciare due specie l’una per l’altra in luoghi diversi dove l’una o l’altra è più pregiata (ad esempio i bianchetti e i rossetti), di spacciare una specie d’allevamento per una selvaggia, oppure di spacciare un prodotto congelato per fresco.
A volte capita addirittura che una specie possa essere utilizzata come frode nei confronti di una più pregiata, salvo poi divenire, a sua volta, specie “frodata” da un’altra meno pregiata (questa frode è molto comune ad esempio nei tonni).
Un’estesa analisi viene effettuata anche su cappesante, ostriche, aragoste e astici, nonché sugli squali.
Autori: Renato Malandra e Pietro Renon
Editore: VLU – Libreria Universitaria Multimediale - Milano
di Marina Bortone
Alcuni anni fa ho avuto la fortuna di collaborare con una piccola casa editrice universitaria, la VLU, che mi ha dato l’opportunità di curare l’impaginazione di alcuni libri molto interessanti e di venire a contatto con molti argomenti che, altrimenti, non avrei mai potuto conoscere.
La ricordo come una bella esperienza nel suo complesso, a volte un po’ faticosa (dover reimpaginare quasi da capo interi capitoli...) ma ho accumulato nuovi insegnamenti e nuovo sapere, il che non guasta mai.Di queste collaborazioni mi sono rimaste le copie di lavorazione di alcune pubblicazioni, una delle quali è il libro di cui parlo in questo articolo.
Penso che all’interno di un sito che si occupa di cucina, che tratta quotidianamente di ricette, ingredienti, non si poteva non porre all’attenzione un argomento come questo.
Gli autori sono il Dr Renato Malandra, docente di Veterinaria, Direttore Sanitario del Mercato Ittico all’Ingrosso di Milano e Dirigente ASL di Milano e il Prof Pietro Renon, Associato in Ispezione degli Alimenti di Origine Animale, anch’egli docente di Veterinaria.
Gli autori esaminano con estrema attenzione i possibili tipi di frode su tutti i prodotti di origine ittica, evidenziando caso per caso, la specie originale e quella per realizzare la frode.
I tipi di frode principali consistono nello spacciare una specie di qualità inferiore per una di qualità superiore, ad esempio il pagro o il sarago spacciati per dentice, di spacciare due specie l’una per l’altra in luoghi diversi dove l’una o l’altra è più pregiata (ad esempio i bianchetti e i rossetti), di spacciare una specie d’allevamento per una selvaggia, oppure di spacciare un prodotto congelato per fresco.
A volte capita addirittura che una specie possa essere utilizzata come frode nei confronti di una più pregiata, salvo poi divenire, a sua volta, specie “frodata” da un’altra meno pregiata (questa frode è molto comune ad esempio nei tonni).
Un’estesa analisi viene effettuata anche su cappesante, ostriche, aragoste e astici, nonché sugli squali.



