Odore di chiuso (Marco Malvaldi – Sellerio Editore Palermo)
di Fabio Ciccio Comaschi
Per una volta non mi dedico alla recensione di un film, ma a quella di un libro.
“Odore di chiuso” è il quarto libro scritto da Marco Malvaldi, un giovane scrittore toscano.
I suoi libri possono essere considerati dei gialli, tutti leggeri e veloci da leggere nonché decisamente divertenti grazie alla verace toscanità dei suoi personaggi e soprattutto, per chi già conosce l'autore, dei vecchietti del “Bar Lume”.
In questo romanzo troviamo tutti i più puri e classici elementi del libro giallo: cena con delitto, indagine, risoluzione del caso.
E per una volta, tra i sospettati, non possiamo trovare il maggiordomo, in quanto è proprio lui l'assassinato.
Anche l'ambientazione è inusuale, ci troviamo in un casale Toscano alla fine del 1800.
Tutto abbastanza scontato?
No, il nostro protagonista è infatti Pellegrino Artusi (proprio quel Pellegrino Artusi, che tutti i naviganti di questo sito “devono” assolutamente conoscere), che con arguzia e grande divertimento del lettore, riesce a risolvere il caso.
E in un libro in cui il protagonista è proprio colui che ha unificato la sapienza della cucina Italiana, non poteva mancare il cibo: bravo Malvaldi che è riuscito ad attribuire una ricetta al buon Artusi, che non troverete di certo ne “La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene”, ma vi assicuro che, cucinata più volte, ha sempre fatto successo.
Ed ecco ciò che troverete alla fine del libro:
Polpettone all'uso zingaro
Ingredienti:
tonno sott'olio gr. 500; peperoni gialli n. 2; pane del giorno avanti gr. 300; olive nere gr. 100; uova n. 2; latte decilitri 2; olio tre cucchiaiate; burro gr. 20; costole di sedano lunghe un palmo n.3 ; prezzemolo alcune foglioline.
Avendo a disposizione olive taggiasche il piatto ne guadagnerebbe.
Passare i peperoni sulla fiamma onde spellarli con facilità, soffregandoli sulla carta gialla; mondarli, privarli dei semi e tagliarli a pezzetti.
In una ampia padella, fare soffriggere il sedano a sottili fettine, e quando avrà preso il colore aggiungere il peperone e far cuocere per il tempo di un saluto ad una bella dama.
Mettere nel frattempo il pane ad ammollare nel latte dopo avergli fatto alzare il bollore.
Aggiungere indi il tonno, dopo averlo sbriciolato con una forchetta e lasciare che si ritiri.
In successione, sempre girando, aggiungere le olive snocciolate, il pane ammollato e strizzato, prezzemolo, sale e pepe.
Lasciar quindi raffreddare.
In una ciotola riprendere il composto, intridendolo con le uova e lavorandolo bene colle mani; poi legare con detta panna.
Si unga quindi una teglia di rame stagnato e si spolverizzi con la metà del pangrattato; versare il composto, coprire la superficie col resto del pangrattato e cuocerlo nel forno di casa o nel forno da campagna.”
p.s.: caro Sergio, spiegaci: quanto dura un “saluto ad una bella dama”???
di Fabio Ciccio Comaschi
Per una volta non mi dedico alla recensione di un film, ma a quella di un libro.
“Odore di chiuso” è il quarto libro scritto da Marco Malvaldi, un giovane scrittore toscano.
I suoi libri possono essere considerati dei gialli, tutti leggeri e veloci da leggere nonché decisamente divertenti grazie alla verace toscanità dei suoi personaggi e soprattutto, per chi già conosce l'autore, dei vecchietti del “Bar Lume”.
In questo romanzo troviamo tutti i più puri e classici elementi del libro giallo: cena con delitto, indagine, risoluzione del caso.
E per una volta, tra i sospettati, non possiamo trovare il maggiordomo, in quanto è proprio lui l'assassinato.
Anche l'ambientazione è inusuale, ci troviamo in un casale Toscano alla fine del 1800.
Tutto abbastanza scontato?
No, il nostro protagonista è infatti Pellegrino Artusi (proprio quel Pellegrino Artusi, che tutti i naviganti di questo sito “devono” assolutamente conoscere), che con arguzia e grande divertimento del lettore, riesce a risolvere il caso.
E in un libro in cui il protagonista è proprio colui che ha unificato la sapienza della cucina Italiana, non poteva mancare il cibo: bravo Malvaldi che è riuscito ad attribuire una ricetta al buon Artusi, che non troverete di certo ne “La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene”, ma vi assicuro che, cucinata più volte, ha sempre fatto successo.
Ed ecco ciò che troverete alla fine del libro:
Polpettone all'uso zingaro
Ingredienti:
tonno sott'olio gr. 500; peperoni gialli n. 2; pane del giorno avanti gr. 300; olive nere gr. 100; uova n. 2; latte decilitri 2; olio tre cucchiaiate; burro gr. 20; costole di sedano lunghe un palmo n.3 ; prezzemolo alcune foglioline.
Avendo a disposizione olive taggiasche il piatto ne guadagnerebbe.
Passare i peperoni sulla fiamma onde spellarli con facilità, soffregandoli sulla carta gialla; mondarli, privarli dei semi e tagliarli a pezzetti.
In una ampia padella, fare soffriggere il sedano a sottili fettine, e quando avrà preso il colore aggiungere il peperone e far cuocere per il tempo di un saluto ad una bella dama.
Mettere nel frattempo il pane ad ammollare nel latte dopo avergli fatto alzare il bollore.
Aggiungere indi il tonno, dopo averlo sbriciolato con una forchetta e lasciare che si ritiri.
In successione, sempre girando, aggiungere le olive snocciolate, il pane ammollato e strizzato, prezzemolo, sale e pepe.
Lasciar quindi raffreddare.
In una ciotola riprendere il composto, intridendolo con le uova e lavorandolo bene colle mani; poi legare con detta panna.
Si unga quindi una teglia di rame stagnato e si spolverizzi con la metà del pangrattato; versare il composto, coprire la superficie col resto del pangrattato e cuocerlo nel forno di casa o nel forno da campagna.”
p.s.: caro Sergio, spiegaci: quanto dura un “saluto ad una bella dama”???



