Come posso mangiar bene?
Autrice: Giulia Ferraris Tamburini
Ulrico Hoepli editore (terza edizione, 1905)
di Marina Bortone
Fino alla fine dell'800, in Italia, i ricettari di cucina erano principalmente di competenza maschile.
Manuali di cucina scritti da uomini per altri uomini.
Nei primi anni del '900, però, si assiste ai primi tentativi di ricettari scritti da donne.
Ma cosa molto importante, scritti per altre donne, coloro che dovevano confrontarsi quotidianamente con il dover governare una casa e una famiglia.
Apre la strada Giulia Ferraris Tamburini che, con l'editore milanese Ulrico Hoepli, pubblica nel 1900, "Come posso mangiar bene?".
Il libro si distingue per il senso pratico con cui consigli, ricette e tutto ciò che riguarda le consuete incombenze domestiche vengono trattate, dato che il libro era stato pensato per le padrone di casa dell'epoca.
Un ambiente borghese dove, però, la signora (padrona di casa), per quanto elegante e sofisticata, non deve disdegnare di saper fare un semplice pranzo e deve possedere le conoscenze necessarie per sorvegliare la servitù, impedire frodi nelle spese ed evitare l'uso di alimenti e condimenti nocivi per la salute.
A questo proposito va sottolineato un altro aspetto interessante, rappresentato da alcune indicazioni di tipo nutrizionale e curativo di molti alimenti.
La stessa autrice ci tiene a sottolineare proprio nell'introduzione del libro che "il titolo pomposetto del volume non lusinghi alcuno di trovare in queste pagine una mensa bell'e bandita; ma solamente indicazioni semplici, tra le semplici semplicissime, per ammannire pietanze e cibi gustosi e sani, che nella vita pratica, giornalmente, o quasi, si presentano sul desco dei più: di coloro, cioè, che sono costretti a misurare tutto, a fine di non sprecare niente.".
Il libro si compone di una introduzione storica, di alcune norme di galateo, di esempi di come si può comporre un menù, del glossario dei termini di cucina, del ricettario vero e proprio, concepito quasi come un dizionario degli alimenti (da "acciughe" a "zucchini"), rigorosamente in ordine alfabetico, e di un indice delle ricette alla fine del libro.
Autrice: Giulia Ferraris Tamburini
Ulrico Hoepli editore (terza edizione, 1905)
di Marina Bortone
Fino alla fine dell'800, in Italia, i ricettari di cucina erano principalmente di competenza maschile.
Manuali di cucina scritti da uomini per altri uomini.
Nei primi anni del '900, però, si assiste ai primi tentativi di ricettari scritti da donne.Ma cosa molto importante, scritti per altre donne, coloro che dovevano confrontarsi quotidianamente con il dover governare una casa e una famiglia.
Apre la strada Giulia Ferraris Tamburini che, con l'editore milanese Ulrico Hoepli, pubblica nel 1900, "Come posso mangiar bene?".
Il libro si distingue per il senso pratico con cui consigli, ricette e tutto ciò che riguarda le consuete incombenze domestiche vengono trattate, dato che il libro era stato pensato per le padrone di casa dell'epoca.
Un ambiente borghese dove, però, la signora (padrona di casa), per quanto elegante e sofisticata, non deve disdegnare di saper fare un semplice pranzo e deve possedere le conoscenze necessarie per sorvegliare la servitù, impedire frodi nelle spese ed evitare l'uso di alimenti e condimenti nocivi per la salute.
A questo proposito va sottolineato un altro aspetto interessante, rappresentato da alcune indicazioni di tipo nutrizionale e curativo di molti alimenti.
La stessa autrice ci tiene a sottolineare proprio nell'introduzione del libro che "il titolo pomposetto del volume non lusinghi alcuno di trovare in queste pagine una mensa bell'e bandita; ma solamente indicazioni semplici, tra le semplici semplicissime, per ammannire pietanze e cibi gustosi e sani, che nella vita pratica, giornalmente, o quasi, si presentano sul desco dei più: di coloro, cioè, che sono costretti a misurare tutto, a fine di non sprecare niente.".
Il libro si compone di una introduzione storica, di alcune norme di galateo, di esempi di come si può comporre un menù, del glossario dei termini di cucina, del ricettario vero e proprio, concepito quasi come un dizionario degli alimenti (da "acciughe" a "zucchini"), rigorosamente in ordine alfabetico, e di un indice delle ricette alla fine del libro.



