Diario del sommelliere
In missione a Marsala: da Florio nel 1902
di Antonio Mazzitelli
Potenza dei Florio!
Guarda che ti ha combinato quel calabrese di Vincenzo in Sicilia: mai visto cantina più elegante, come un salotto buono di tanta aristocrazia sicula.
Tutto così librante.
Deve essere questa nuova modernità, Stile Floreale, se non erro.
Gli inserti gotici danno imponenza, ma poi è tutto un trionfo di balaustre, archi e archetti, capitelli corinzi...
Sveglia Antonio, sei qui per lavorare, ricorda.
Sei il più giovane sommelliere di Roma, non ti far abbindolare, hai un incarico preciso: dalle Sacre Cantine Pontificie si pretende il Marsala più affascinante, in esclusiva; assaggia, tratta, compra e vattene presto, ché t'attende il grigio di baciapile e lacché.
Qui è tutto luce, luce, accecante luminosità, azzurro, celeste, viola, giallo ... il bianco delle saline all'infinito!
“ Lei deve essere molto giovane”, una piuma mi vellica le viscere, “mi permette di chiederle l'età?”.
Anche madame Florio ha intorno un'aurea luminosa, sorride.
“ Quarantuno”, sillabo, pur non avendo ordinato al cervello di parlare.
“ Ah, il nostro capolavoro, venga per di qua, prego”.
Non posso crederci: dopo aver attraversato una serie di soleras, mi ritrovo davanti ad una botte enorme: 1861.
Quattro cifre nere, distanti tra loro, enormi : 1 8 6 1.
Incredibile: la follia dei Florio, il Marsala della consacrazione, quello che tutti vorrebbero assaggiare! Esiste ancora.
Quasi con noncuranza madame Florio prende due demi-flute da un comodino impero che non avevo notato; spilla dalla botte un liquido ambra-oro carico … due nuovi piccoli Sole illuminano l'angolo di cantina.
Io e quel nettare siamo nati insieme.
Ma è l'ultimo barlume di raziocinio, prima del dolce naufragar.
La mano tremante avvicina il calice alla bocca e la mandorla cianurica s'impossessa delle nari.
Potrebbe essere la Bella Morte, beau geste Antoine!
Ma è solo l'inizio di una sarabanda di sentori senza inizio, né fine; tra noce e zagara, albicocca secca e tostature di caffé, le note iodate provengono dalle saline o dal bicchiere?
Ripercorro tutte le coste del Mediterraneo, ripercorro fasi d'infanzia, tornano volti che non ci sono più. Nunc fragmenta iuncta sunt.
Accosto alle labbra, una goccia d'oro inonda il cuore, sciogliendo quel nodo di gelo di cui solo ora m'accorgo: un'esplosione tra palato e cervello, tra viscere e midolla. La persistenza aromatica mi concede un barlume di verità sul concetto di infinito.
E' Natura, ma anche Uomo. E' noce moscata, ma anche pepe. E' Femmina e Maschio.
“Giovanotto, si sente bene?”
“Si, ora sto bene. Faccia Lei il prezzo.”
In missione a Marsala: da Florio nel 1902
di Antonio Mazzitelli
Potenza dei Florio!
Guarda che ti ha combinato quel calabrese di Vincenzo in Sicilia: mai visto cantina più elegante, come un salotto buono di tanta aristocrazia sicula.
Tutto così librante.
Deve essere questa nuova modernità, Stile Floreale, se non erro.
Gli inserti gotici danno imponenza, ma poi è tutto un trionfo di balaustre, archi e archetti, capitelli corinzi...
Sveglia Antonio, sei qui per lavorare, ricorda. Sei il più giovane sommelliere di Roma, non ti far abbindolare, hai un incarico preciso: dalle Sacre Cantine Pontificie si pretende il Marsala più affascinante, in esclusiva; assaggia, tratta, compra e vattene presto, ché t'attende il grigio di baciapile e lacché.
Qui è tutto luce, luce, accecante luminosità, azzurro, celeste, viola, giallo ... il bianco delle saline all'infinito!
“ Lei deve essere molto giovane”, una piuma mi vellica le viscere, “mi permette di chiederle l'età?”.
Anche madame Florio ha intorno un'aurea luminosa, sorride.
“ Quarantuno”, sillabo, pur non avendo ordinato al cervello di parlare.
“ Ah, il nostro capolavoro, venga per di qua, prego”.
Non posso crederci: dopo aver attraversato una serie di soleras, mi ritrovo davanti ad una botte enorme: 1861.
Quattro cifre nere, distanti tra loro, enormi : 1 8 6 1.
Incredibile: la follia dei Florio, il Marsala della consacrazione, quello che tutti vorrebbero assaggiare! Esiste ancora.
Quasi con noncuranza madame Florio prende due demi-flute da un comodino impero che non avevo notato; spilla dalla botte un liquido ambra-oro carico … due nuovi piccoli Sole illuminano l'angolo di cantina.
Io e quel nettare siamo nati insieme.
Ma è l'ultimo barlume di raziocinio, prima del dolce naufragar.
La mano tremante avvicina il calice alla bocca e la mandorla cianurica s'impossessa delle nari.
Potrebbe essere la Bella Morte, beau geste Antoine!
Ma è solo l'inizio di una sarabanda di sentori senza inizio, né fine; tra noce e zagara, albicocca secca e tostature di caffé, le note iodate provengono dalle saline o dal bicchiere?
Ripercorro tutte le coste del Mediterraneo, ripercorro fasi d'infanzia, tornano volti che non ci sono più. Nunc fragmenta iuncta sunt.
Accosto alle labbra, una goccia d'oro inonda il cuore, sciogliendo quel nodo di gelo di cui solo ora m'accorgo: un'esplosione tra palato e cervello, tra viscere e midolla. La persistenza aromatica mi concede un barlume di verità sul concetto di infinito.
E' Natura, ma anche Uomo. E' noce moscata, ma anche pepe. E' Femmina e Maschio.
“Giovanotto, si sente bene?”
“Si, ora sto bene. Faccia Lei il prezzo.”



