La nuova etichetta per i prodotti biologici.
28 lug 2010 | Di Sergio Maria Teutonico | Sezione: Storie di vitaLa nuova etichetta per i prodotti biologici.
Di Antonella Muntoni.
Saprete tutti cos’è un prodotto biologico: è frutto di coltivazioni senza (o quasi) impiego di fitofarmaci, concimi sintetici, che favoriscano le risorse locali tramite rotazione delle colture e che non impieghino OGM.
Per gli allevamenti, la definizione di “biologico” prevede, inoltre, la nutrizione del bestiame con foraggi di origine biologica essi stessi, e l’allevamento all’aperto, nonché il divieto di utilizzo di nutrienti o farmaci non necessari.
L’Unione Europea ha, in merito, una delle legislazioni più ferree al mondo, sia per la tutela dei consumatori che per la tutela degli investimenti fatti dall’Unione stessa; infatti nei decenni scorsi molte risorse economiche sono state destinate alla riconversione delle colture al regime biologico.
Nonostante il prezzo finale maggiore, il biologico ha un successo crescente sulle tavole europee (meno su quelle italiane), soprattutto perché il sapore dei prodotti è decisamente diverso, rispetto a quelli della grande distribuzione.
Però come riconoscere tali prodotti al supermercato?
Le filiere produttive che rispondono ai canoni europei possono esporre il logo ufficiale europeo, che in questi giorno è cambiato: ora è una fogliolina stellata.
Il nuovo logo è stato scelto tramite concorso pubblico, e sostituirà gradualmente quello usato sinora.
“Il nuovo logo entrerà in vigore a partire dal 1° luglio 2010 e sarà obbligatorio per tutti gli alimenti biologici preconfezionati prodotti in uno Stato membro e che rispondono ai requisiti essenziali, mentre sarà opzionale per i prodotti importati
Accanto al logo UE sarà consentito riprodurre altri loghi privati, locali o nazionali. Nelle settimane a venire il Regolamento sull’agricoltura biologica sarà modificato per inserire le indicazioni sul nuovo logo in uno degli allegati.”
La diffidenza verso le certificazioni (parzialmente giustificabile la famosa creatività italiana, che sconfina spesso nell’illecito guadagno) ha portato a una particolare situazione: noi italiani siamo i maggiori PRODUTTORI di biologico certificato, a livello europeo, ma siamo in fondo alla classifica dei CONSUMATORI.
Eppure, solo il fatto che i campi siano tornati a ricoprirsi di papaveri, le sere si sentano di nuovo i grilli (anche in città), dovrebbe convincerci della validità di sistemi alternativi per produrre cio’ che finisce sulle nostre tavole.
Senza contare che i grandi scandali alimentari e sanitari, come la “mucca pazza”, l’influenza aviaria e quella suina sono stati generati proprio dagli allevamenti intensivi e dai loro sistemi produttivi.
Avendo lavorato sul campo, in studi agronomici, posso garantire che i controlli sono fatti in modo severo, e che i contadini e gli allevatori sono ben felici di vedere il loro lavoro premiato da un maggiore introito economico! Ovviamente i furbi ci sono sempre, ma, in questo caso, la struttura piramidale delle verifiche limita i danni: la corruzione di tanti funzionari renderebbe antieconomica la truffa stessa.
Sinteticamente, i tecnici incaricati dai consorzi di controllo controllano sia i campi, che le stalle, che i magazzini di stoccaggio nonché le scorte di sementi e concimi, basandosi su protocolli molto accurati.
Grazie alla crescente richiesta, alcuni ristoranti che usano solo prodotti biologici potranno fregiarsi di tale logo, anche se sappiamo bene che è la mano del cuoco e di chi sceglie le cantine la cosa importante…
In seguito torneremo sull’argomento, magari con consigli su come capire se l’agriturismo che abbiamo scelto per le vacanze è davvero biologico, biodinamico o solo rilassante.
Per chi volesse approfondire, vi segnalo alcuni link istituzionali e non
http://ec.europa.eu/agriculture/organic/eu-policy/legislation_it#regulation
http://www.coldiretti.it/organismi/INIPA/area%20formazione/cd%20probio/files/02_bio_in_Italia.htm
http://www.organic-europe.net/
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Grazie Anto, molto interessante!
Besos
bb