I Cru di La Morra

8 lug 2010 | Di Sergio Maria Teutonico | Sezione: Conoscere il vino

I Cru di La Morra

Di Davide Canina

La Morra cuore delle langhe e della zona di produzione del Barolo.

Qui il territorio è un tappeto di vigneti con 27 sottozone riconosciute tra le più prestigiose.

Queste sono oggi le nostre protagoniste alla ricerca del giusto riconoscimento di un territorio particolarmente vocato alla viticultura, terra benedetta dal signore.
A me piace risalire La Morra sempre dalla frazione Annunziata, non me ne vogliano gli abitanti della frazione Santa Maria.


Questo credo sia dovuto al fatto che nel 2004 quando arrivai alla mia prima esperienza lamorrese fu quella la mia risalita che mi toccò il cuore.


Ricordo che mentre salivo lungo la collina ammiravo questi vigneti così perfetti, curati in ogni suo particolare.
Mi sarò fermato almeno una ventina di volte, ogni volta attratto da un particolare diverso, dal grappolo di nebbiolo  a quello di Barbera, fino al buon amato dolcetto.


La cura della defogliazione e del diradamento che viene svolta è ammirevole.


La prima volta arrivai proprio qualche giorno dopo il diradamento e per la prima volta vini tanti grappoli per terra lungo i vigneti e questo mi fece capire l’attenzione e la qualità nel lavoro in vigna che viene dato a La Morra.


Oggi è sempre più facile “costruire vino” con gradazioni alte, robusti, un po’  “palestrati”. Ma il vino si fa prima di tutto in vigna con giusti diradamenti e cure nei filari.


Prima di arrivare a La Morra mi fermo alla Chiesa dell’Annunziata, storica costruzione simbolo della frazione e del paese di La Morra .


Già nel giugno 1200 nel documento XXX del Rigestum Comunis Albe curato da Euclide Milano titola: De facto Marcenasci Sismundi et Guilielmi si trova nell’elenco reso dagli uomini del posto circa i possedimenti di Sismondo e Guglielmo, signori di Marcenasco, attuale frazione Annunziata. Su tale documento viene citato per la prima volta il luogo di Marcenasco, col suo castello e le sue pertinenze di vigne, campi e prati. Si fa pure riferimento ad un templum non identificato.


A Marcenasco, che all’epoca comprendeva anche l’attuale frazione di Santa Maria, era nato il primo nucleo abitativo della futura Murra. Tuttavia, già nel 1270 un altro documento del Rigestum parla di Marcenasci seu Murre: tale documento testimonia quindi la nascita del villaggio di Morra sulla sommità della collina, villaggio dal quale dipendeva l’area di Marcenasco.


Dopo la visita alla chiesa è arrivato il momento di visitare i “Cru” o meglio dire “Sottozone”, qui non amano troppo l’esterofilia ed ecco che le colline più prestigiose vengono chiamate BRICCO oppure SORI’ come a Diano d’Alba che per prima mappò le sue colline più prestigiose.


Ecco le mie visite ai principali Cru di La Morra.


Il primo che incontriamo è il BRICCO ROCCA ( siamo in Frazione Annunziata ).


La collina si eleva a circa 250 metri s.l.m.

Qui Il terreno è prevalentemente limoso-argilloso con la presenza di una stratificazione marnosa che permette di avere un terreno complessivamente diviso in strati. Questo cru è prodotto dall’Azienda Cascina Ballarin.

Alta densità  dei filari per garantire una maggiore competitività tra i grappoli e quindi “obbligare” in maniera naturale alla pianta produrre di meno. Altra attenzione che svolgono i produttori è quella delle tre sottovarietà di Nebbiolo “Lampia”, “Michet” e “Rosè”.  Il “Rosè” è una qualità che oggi va un po’ scomparendo. Principalmente sono coltivati “Lampia” e “Michet”.


La Morra ha un terreno prevalentemente marnoso-argilloso.I vini sono più profumati e un po’ meno tannici rispetto alle zone di Serralunga d’Alba e Monforte d’Alba. I vini risultano più fini e piacevoli grazie alla stratificazione presente nel terreno contro una maggiore struttura data da un terreno compatto.


I secondi “cru” sono quelli dell’azienda Fratelli Ferrero e sono GATTERA e LUCIANI, dai quali si ottiene un Barolo dato dall’assemblaggio dei nebbioli da barolo ottenuti in queste colline e uno dei miei preferiti il BRICCO MANZONI.


Il GATTERA  si trova in frazione annunziata. L’altitudine è di circa 300 metri.

Prende questo nome dalla zona storica, che sin dal 1340 si chiamava Gateria.


Il LUCIANI o meglio dire BRICCO LUCIANI si estende dalla Cascina Luciani fino alla borgata Gancia. L’altitudine è circa 250 metri e la pendenza permette alla collina di prendere il sole da sud.


Il BRICCO MANZONI ha un’esposizione a sud/sud-est e si trova a 254 metri. Di questo cru sono prodotte solo 2700 bottiglie.


Questa collina sembra innalzata da non so quale mano. La collina sembra simmetrica da qualsiasi punto lo si guarda, sembra disegnata da una mano di Van Gogh, nel periodo autunnale i colori esprimono l’essenza di questo bricco.


Vediamo colori rossi, verde e gialli. La maturazione della collina ci dice che per quest’anno il suo dovere l’ha fatto ed ora ha bisogno di riposo ma prima vuole dare un ultimo segnale per entrare nel cuore delle persone e far amare sempre più questo territorio.

Altra importante e quotata azienda che produce il BRICCO MANZONI e il BRICCO LUCIANI è l’azienda GRASSO SILVIO oggi portata avanti da Grasso Federico e dalla moglie Marilena.

Da qualche anno anche Silvio il figlio di Federico e Marilena, che porta il nome del nonno fondatore dell’azienda, si sta impegnando a continuare la tradizione di questa azienda che lavora con passione producendo vini di qualità.

L’azienda Corino Giovanni di Corino Giuliano, vicino sia all’azienda Fratelli Ferrero che alla chiesa dell’Annunziata produce in particola il cru GIACHINI. Questa “sottozona” si estende a valle del piano di San Martino e si trova a 240-270 metri.

L’esposizione è Ovest/Sud-Ovest e il tipo di terreno è in prevalenza argilloso con venature bianche.


L’azienda produce 6500 bottiglie. Altra azienda che produce il cru GIACHINI è l’azienda Fratelli Revello, anche questa azienda produce vini veramente di qualità e si trova subito 150 metri dopo l’azienda Corino scendendo dopo la chiesa dell’Annunziata.


Arrivo finalmente al centro di La Morra dove la panoramica su tutte le langhe dalla piazza Castello è qualcosa da non perdere.


Se il cielo è limpido si vedono le colline fino a Rodello in Alta Langa e dal lato opposto i castelli di Govone e Guarene nel Roero.

Di qui se volete avere conoscenza delle curiosità sui vini, sul territorio, sulle storie lamoressi cercate di Beppe nella Cantina Comunale.


Questa persona trasmette tutto l’amore dei lamorresi per il paese e per il vino.


Un passaggio obbligato per cui è la cantina comunale è un punto di riferimento per turisti, perché lì possono trovare tutti i vini delle cantine del comune di La Morra, ben 63 aziende sono presenti che imbottigliano i vini.


Il territorio di La Morra, come quasi tutte le langhe, e il Piemonte intero che ha le caratteristiche di avere medie-piccole realtà a livello di ettari per produttore.
C’è una divisione dei vigneti delle sottozone come in Borgogna.


Per un “cru” può appartenere a più proprietari.


Oggi che si cerca di raggiungere sempre un’alta qualità è molto interessante vedere il diverso lavoro di ogni azienda sulla singola sottozona.
Qui escono le vere differenze del metodo di lavoro in vigna, di vinificazione, di macerazioni e d’invecchiamento.


Arriviamo al Bricco BRUNATE e CEREQUIO due dei cru storici di La Morra anche perché portati a riconoscimento nel mondo da Roberto Voerzio.


Qui incontriamo un piccolo produttore Flavio Saglietti che mi ha fatto scoprire queste sottozone e apprezzare il lavoro che si può svolgere nelle cantine a conduzione familiare di La Morra.


Nel cru CEREQUIO il substrato dei terreni sono in prevalenza marne di S.Agata fossili ( Marne sabbiose di colore grigio-azzurro con tenore in Carbonato di Calcio pari a circa il 35% quindi di Età Miocene medio Tortoniano) mentre spostandoci in profondità troviamo caratteristiche franco-limoso-argilloso con la presenza di una marna grigia. Non ci sono pietre.


Nel cru BRUNATE abbiamo una tendenza con  maggiore frequenza di intercalazioni di livelli calcareo-marnosi e arenacei ben cementati a cemento calcareo. La colorazione varia da grigio-azzurrognola a grigio-verdastra. Forte la presenza di Tufo (più verso di Età Pilocene Inferiore Messiniano ).


Sono zone così vicine ( 50 metri ) ma dalle quali si ottengono vini così diversi.


Più robusto e più potente  Il BRUNATE, più fine e più profumato il CEREQUIO.


Questa è la vera bellezza del vino se si conosce il territorio e si comprende la particolarità della combinazione microclima-terreno.


Per terminare la prima parte del mio viaggio ridiscendo da La Morra verso la frazione Santa Maria dove incontriamo molti produttori e alcune colline tra i più importanti.
Il cru SERRA DEI TURCHI è prodotto dall’azienda Viberti Osvaldo. Questa collina durante le invasioni dei saraceni di più di mille anni fa ne fecero una colonia.

L’altezza è di circa 265 metri. Esposizione a sud.

Il terreno è prevalentemente argilloso-calcareo di Età Miocene medio Tortoniano. Il versante di Santa Maria presenta un microclima diverso da quello che si presenta in fraz.Annunziata o nella parte alta di La Morra.


Per cui tutti i cru o sottozone di La Morra presentano una varietà di profumi e struttura da scoprire.

Questo è il bello del vino.  Buon Barolo a tutti !

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2 commenti
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  1. Grande Davide!

  2. Come sempre ottimo e interessante!
    Evvai Davide!
    bb

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