I vini di Lucia Ocone a Chef per un giorno

4 lug 2010 | Di Sergio Maria Teutonico | Sezione: Conoscere il vino

I vini di Lucia Ocone a Chef per un giorno

Di Davide Canina.

I vini di Lucia Ocone sono vini importanti e ben strutturati.

Ritengo ottime le scelte così come gli abbinamenti al menù davvero interessante… Complimenti a Lucia!

Per quando riguarda la descrizione dei vini partiamo come sempre dagli Antipasti:

Rosso di Montalcino DOC dell’azienda Podere San Lorenzo a Montalcino.

Questo vino nasce come fratello minore del più nobile Brunello di Montalcino. Il vitigno è sempre 100% Sangiovese Grosso come quello usato per il Brunello.

L’invecchiamento previsto per questo vino è di solo 1 anno contro i 4 anni del suo fratello maggiore.

Questo spesso fà del Rosso di Montalcino un vino di poca struttura e più semplice.

Non sempre è così, ad esempio il buon Luciano Ciolfi titolare dell’azienda Podere San Lorenzo produce il Rosso di Montalcino dedicando la medesima attenzione data al Brunello.

C’è una distinzione tra le uve per il Brunello e quelle per il Rosso, non per svantaggiare il secondo bensì per differenziare giustamente i due prodotti, invecchiamento a parte.

Il Rosso di Montalcino di Luciano è così un vino fresco, con una buona bevibilità.

Non aggressivo in bocca, spesso ciò accade con dei Sangiovese giovani, e con il giusto corpo.

Gli aromi sono di frutta rossa fresca e sfumature di spezie leggere anche per via dei suoi 6 mesi di affinamento in legno.

Ecco perché si può benissimo abbinare ad un antipasto purché preparato con carni o formaggi.

Secondo vino il Prosecco di Valdobbiadene Millesimato dell’azienda Tanorè dei fratelli Follador di San Pietro di Barbozza in Veneto.

Abbiamo già trovato l’azienda per la cena di Ricky Memphis con la versione Extra Dry mentre ora abbiamo la versione Millesimato.


Il termine millesimato significa che tutte le uve usate per produrre il vino provengono da un’unica vendemmia (ad esempio anno 2009 avremo Millesimato 2009).

Questa dicitura è “ufficiale” per il Metodo Classico mentre “non ufficiale” per il Prosecco che è fatto con il Metodo Charmat.

Brevemente volevo sottolineare che il Metodo Charmat o Metodo Martinotti prevede una rifermentazioni del vino che avviene in autoclavi (speciali contenitori in acciaio a temperatura controllata).

Il Prosecco Millesimato di Tanorè come tipologia è un Dry con un residuo zuccherino ammesso tra i 18 e 35 g/l , per questo vino siamo a 29 g/l.

I profumi sono più rotondi e più maturi, dalla rosa all’albicocca fino alla pera.

Buona fragranza, bollicina sempre fine e delicata.

Spesso nei metodi Charmat la penalizzazione maggiore è data dalle bollicine che sono, per via della lavorazione, più grossolane rispetto ad uno Champagne o Franciacorta.

Però quando ci sono Prosecchi di qualità ecco che anche per questa tipologia di vino si può trovare una bollicina fine e questo ne è la prova.

Passiamo ai primi piatti.

Primo vino è un Bolgheri Rosso DOC dell’azienda La Cerretella di Castagneto Carducci in provincia di Livorno.

La zona di produzione di Bolgheri è famosa grazie ad uno dei vini più pregiati del mondo : il Sassicaia.

Dopo essere stato per molto tempo un vino da tavola è stata creata una DOC, proprio Bolgheri Rosso DOC per far rientrare anche legislativamente questo vino tra i più importanti d’Italia.

Grazie a ciò la zona ha acquistato pregio e le aziende hanno cominciato ad investire.

Purtroppo si è arrivati al solito problema che non tutti i Bolgheri sono buoni perché spesso “figli solo del business”.

In questo caso abbiamo invece un Bolgheri realmente DOC con la produttrice Bianchi Michela che lavora direttamente in vigna e cura tutti i lavori in cantina.

Il Bolgheri Rosso dell’azienda La Cerretella è prodotto con uve Cabernet Sauvignon e Syrah, quindi un taglio internazionale come lo è il Sassicaia e tutti i vini della zona.

I profumi sono netti con sentori di ciliegia marasca, in particolare, e frutti rossi, in generale. Le note di spezie vanno dal ginepro, al cuoio, al tabacco e pepe nero. Veramente un bouquet interessante.

In bocca il gusto è pieno. E’ un vino di corpo e buona struttura.

Secondo vino è un Roero Arneis DOCG dell’azienda Bric Cenciurio di Barolo.

Il Roero Arneis è ottenuto da uve Arneis al 100%. E’ uno dei vini bianchi piemontesi più diffusi e prodotti.


E’ un vino che fa della sua piacevolezza e bevibilità le caratteristiche principali.

Al naso sentori di mandorla in maggioranza.

Buona freschezza e sapidità in bocca (questo grazie all’acidità dell’uva e ai terreni sabbioni nella zona del Roero).

L’azienda Bric Cenciurio è condotta da Fiorella Sacchetto, i figli Alessandro e Alberto e lo zio Carlo Sacchetto.

L’azienda si trova a Barolo ma i vigneti si trovano sia a Barolo (zona Langhe) che a Magliano Alfieri (zona Roero)

Secondi piatti :

Il primo vino è un Nobile di Montepulciano DOCG dell’azienda Le Casalte a Montepulciano.

Il vino ha ottenuto il riconoscimento dei 5 grappoli dell’AIS.

Questo vuol dire tutto e non vuol dire niente per ormai la poca credibilità delle guide.

L’importante secondo me è la garanzia di serietà dell’azienda come prima cosa e qui io ci metto la mia faccia rassicurandovi che di serietà ce ne veramente tanta.

Ecco perché, anch’io che non credo troppo nelle guide, posso dire che l’azienda Le Casalte qualunque premio vinca è realmente meritato.

L’azienda Le Casalte si trova a Montepulciano.

Dal 1995 grazie ad enormi cambiamenti in cantina, i proprietari si stanno impegnando sempre più per migliorare la qualità del proprio vino e per rendere ancora più palpabile la tipicità dei terreni da cui viene prodotto il Vino Nobile di Montepulciano “Le Casalte”.

Il Nobile de Le Casalte è un vino con un bouquet intenso con sentori di prugna e frutti di bosco. Note balsamiche e spezie pepe bianco.

Un vino che in bocca è molto strutturato, un grande vino.

Il secondo vino è un Monferrato Chiaretto dell’azienda Franco Roero a Montegrosso d’Asti in provincia di Asti.

E’ un vino rosato di uve Barbera, il problema dei rosati e che spesso sono ritenuti vini di serie B, ingiustamente secondo me.

Quando il vino è fatto bene come lo produce Franco Roero bisogna solo bere, degustare e poi commentare, non prima.

Franco produce grandissimi vini rossi Barbera e il suo tentativo di produrre anche un Rosato di Barbera nasce prima di tutto dal suo amore per questo grande vitigno piemontese a cui lui dedica la sua vita ogni giorno.

Questo rosato ha un bel colore cerasuolo intenso, note olfattive molto intense di rosa e fragola. In bocca una una freschezza si sposa con un discreto corpo del vino.

La sua piacevolezza è proprio dovuta alla sua semplicità e all’amore del suo produttore.

Infine ultimiamo con il dolce :

Qui abbiamo il Moscato d’Asti dDOCG dell’azienda Poderi Sinaglio dei fratelli Accomo di Alba in provincia di Cuneo.

E’ lo stesso della puntata di Tata Lucia e per questo non sto di nuovo a rispiegarvi la distizione tra “vino moscato” e “Moscato a tappo raso” che è la tipologia del Moscato d’Asti ma potete andare a rileggerlo, credo sia molto interessante e utile.

Per cui non mi resta che descrivere il vino : Il Moscato d’Asti di Podere Sinaglio è un vino dal perfetto abbinamento con i dolci.

Aroma di pera e fiori principalmente. Un vino intenso nei suoi profumi come deve essere un vitigno aromatico di qualità.

Tutti i vini sono prodotti da aziende aderenti all’Associazione Terra dei Vini del sommelier piemontese Davide Canina.

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